Crisi di Coppia o Separazione

La coppia è l’insieme di due sistemi bio-energetici unici e diversi che nell’intimità e nello scambio a due creano un altro bio-sistema che è la coppia.

La vita di coppia è una co-costruzione continua del proprio benessere e della propria serenità nella reciprocità. La relazione di coppia si costruisce ogni giorno nel rispetto di se stessi e dell’altro.

Il sentirsi trascurati, delusi o non amati, può portare a distaccarsi dal progetto di vivere in coppia.

Il distacco affettivo, a suo volta, può creare la premessa per qualsiasi cosa che possa minare la relazione di coppia: un tradimento, un lavoro che porta lontano o altro ancora.

Si interrompe la costruzione del proprio benessere nella coppia e, dall’altra parte, si tenta di compensare individualmente il disagio percepito.

Può accadere che l’evasione prenda la mano ed è difficile rientrare. C’è crisi.

Premessa

Oggi le crisi di coppia, le conseguenti separazioni e i divorzi sono in numero rilevante e crescente.

Fino agli ultimi anni del secolo scorso chi non si sposava veniva chiamata/o “zitella” o “scapolo”, differenziando il femminile dal maschile. Soprattutto con il termine zitella si usava squalificare le donne che avevano scelto una vita diversa dalla coppia o dalla famiglia. Venivano viste come brutte, scostanti, non desiderabili.

Oggi, invece, si utilizza per entrambi i sessi il termine di single.

Coloro che scelgono una vita da soli, vengono ora visti come persone libere, saggie e che, attraverso le loro esperienze, hanno libertà nel movimento, nella carriera e verso il futuro.

Chi vive la coppia e la famiglia invece spesso sente la pesantezza della propria scelta.

È ovvio che le cose non siano proprio così. Molti single desiderano una vita affettiva stabile ma non riescono ad ottenerla.

Tali idealizzazioni di fatto danno la misura di quanto in coppia si respiri aria di crisi.

Il mondo lavorativo, in cui è molto forte il tema della competizione e la possibilità di mobilità, porta ciascuno di noi a desiderare la libertà personale di poter scegliere e muoversi con duttilità ma, dall’altra parte, si soffre perché il partner si allontana o perché, per essere “bravi” genitori a volte è necessario, esserci ed essere presenti nelle tappe fondamentali della vita dei figli.

Si è in conflitto tra carriera e libertà personale da una parte e partner e famiglia dall’altra.

Dal conflitto nasce un senso di mancanza; appaiono forti e chiare le rinunce e non si vede ciò che si ha. Si stabilizza uno scontento di fondo dal quale possono nascere, anche per altre motivazioni che subentrano, incomprensioni e crisi nella coppia.

La donna cerca una nuova armonia tra essere donna ed essere madre, tra professione e famiglia.

L’uomo non è più il solo a sostenere economicamente la famiglia, ed oggi è consapevole che può contribuire con la sua presenza, al benessere della coppia e dei figli.

La vicinanza affettiva porta con sé una trasformazione interiore ed emotiva profonda.

Uomo e donna sono quindi due sistemi biologici in continua evoluzione e trasformazione.

L’essere in coppia, sia etero che omosessuale, è un continuo passaggio tra momenti d’armonia e momenti di squilibrio.

Vivere in coppia vuol dire vivere questa complessità in divenire.

Crisi nella Coppia

Diamo spesso alla parola crisi un significato negativo.

La sua etimologia greca rimanda al concetto di decisione, scelta. La crisi è quindi un momento di trasformazione, un’ opportunità di crescita, un’evoluzione, un cambiamento.

Dalla premessa emerge che oggi non esiste la coppia senza problemi.
La coppia spesso attraversa momenti di cambiamento e conseguentemente momenti di difficoltà e di crisi, che spesso sono risolti in modo naturale e funzionale.
Ma, a volte, un problema si dilata, perdura nel tempo e si rafforza, e la coppia non riesce né a contenerlo e né ad affrontarlo.
I motivi delle crisi profonde e destabilizzanti, i più complessi da affrontare, sono solitamente diversi dalle crisi fisiologiche che la coppia metabolizza, o con i quali comunque convive.
Possiamo semplificare e riassumere i motivi di crisi nella coppia in più punti:

  1. Separazioni non realizzate con le proprie famiglie d’origine. Spesso la coppia subisce interferenze delle rispettive famiglie d’origine che sono eccessivamente iper presenti nella propria vita. Quei legami così forti con i propri genitori possono incidere negativamente sulla vita della neo coppia.
  2. Traumi interni alla coppia: tradimenti, comunicazioni importanti non date, crack economici nascosti, ed altro ancora, possono incrinare la chiarezza, la trasparenza, la sincerità della relazione.
  3. Eventi traumatici esterni alla coppia come lutti inattesi, licenziamenti, malattie, etc.
  4. Squilibrio tra i partner. Alcune volte succede che evolve un solo partner a livello professionale, culturale, intraprendenza ed altro ancora, questo può far emergere gelosia, competizione e invidia che possono minare l’armonia e lo sviluppo della progettualità individuale e/o di coppia.

Qualsiasi situazione particolarmente stressante internamente o esternamente alla coppia può innescare in uno dei due partner o in entrambi il sentirsi trascurati, delusi non amati.
Tali sensazioni possono causare, a loro volta, allontanamento e distacco tra partner.
L’allontanamento può essere vissuto in senso costruttivo, può essere cioè occasione di comunicazione e confronto sia in coppia che all’esterno della coppia. Può essere occasione di crescita, ad esempio, parlare con chi ci conosce da tempo come un amico/a o un parente o chiedere aiuto ad un professionista per far chiarezza in se stessi.

A volte però l’allontanarsi affettivamente dall’altro può perdurare nel tempo, diminuisce conseguentemente l’attrazione sessuale e l’attività sessuale nella coppia, e può corrispondere ad una chiusura verso il partner senza ritorno.

Alcune coppie riescono a comunicare le proprie difficoltà ed a riavvicinarsi affettivamente, altri si bloccano, infelici, isolati e scontenti, nel distacco e nella non comunicazione, altri ancora decidono di separarsi e di provare a ristabilire la serenità e l’armonia nella propria vita individualmente.

Separarsi

Il percorso della separazione non è tanto diverso da quello del lutto anche se la perdita della persona è solo sul piano affettivo.

Una separazione può generare periodi di grande sofferenza.

Raramente si arriva alla decisione di separarsi in accordo, spesso c’è chi lascia e chi è lasciato.

Chi lascia già ha iniziato da tempo a provare insoddisfazione, trascuratezza e sofferenza e già si è allontanato dall’altro, ha cioè già costruito dentro di sé un distacco affettivo ed emotivo dal partner. Sono molte le sensazioni ed emozioni che si provano nel momento della decisione e della comunicazione all’altro della volontà di separarsi: ci si può sentire insensibili, freddi e soprattutto colpevoli di aver causato una rottura.

L’altro della coppia potrebbe anche non essersi reso conto di ciò che stava accadendo; si può trovare all’improvviso dinanzi alla decisione a volte irremovibile del partner di separarsi. Possono emergere sofferenze improvvise e destabilizzanti, ci si sente abbandonati, disperati e arrabbiati e spesso, colpevoli di non aver visto, di non aver percepito l’allontanamento dell’altro.

Alcune volte, in chi è lasciato, si rafforzano sensazioni di aver un brutto carattere e/o avere avuto reazioni, modalità e aspetti, che hanno portato l’altro a consolarsi altrove, insomma tornano a galla traumi antichi del sentirsi inadeguati, sbagliati e non amati.

Più che di colpa possiamo parlare di responsabilità. Entrambi i partner sono responsabili: chi lascia per non aver comunicato le proprie insoddisfazioni e il proprio disagio, chi è lasciato, di aver perso il contatto con se stessi e con l’altro e di non averlo comunicato.

La verità è che per entrambi un progetto importante della propria esistenza si è interrotto, e ciò può dare il senso del fallimento, di non sentirsi in grado di ridarsi un’esperienza simile.

La mancanza dell’altro produce poi un senso di vuoto. La vita da soli è completamente diversa nella quotidianità, nel tempo libero, nella progettualità e altro ancora, va cioè riguadagnata giorno dopo giorno e per far questo ci vuole del tempo.

Per entrambi c’è il senso della perdita.

Separarsi vuol dire attraversare il dolore provocato dalla perdita dell’altro, cercando in se stessi nuove energie e risorse, contattando una ritrovata e rafforzata fiducia nelle proprie scelte e nella costruzione della propria vita. Attraversare quindi la sofferenza di una separazione può essere anche occasione di conoscenza e rinnovamento personale. Alla fine del processo d’individuazione-separazione si può essere più fiduciosi e conseguentemente più sicuri delle proprie capacità e sentirsi quindi interiormente più liberi.

La prima separazione che l’essere umano compie è la nascita.

I vissuti connessi alla propria esperienza primaria, della nascita o altro, possono riemergere improvvisi, in ognuno di noi, anche da adulti, nel vivere lutti o strappi dolorosi di relazioni importanti e riattivare vissuti di abbandono e d’isolamento con tutte le conseguenze connesse.

L’esperienza della nascita lascia nel neonato un imprinting che si riattiva in altri momenti di separazione – approdo, influenzerà e determinerà il successivo modo di essere nel mondo.

Durante il processo di sviluppo, attraversando altri momenti separativi come lo svezzamento, le prime separazioni con i genitori, l’inserimento scolastico, si determinerà una specifica modalità di porsi che abbraccia più livelli: relazionale, psichico, corporeo ed energetico.

Nelle separazioni tra chi la vede necessaria per il proprio benessere e chi la subisce, comunque si riattivano esperienze traumatiche: la fine di un progetto, il vuoto lasciato dall’altro/a.
Come nell’elaborazione della perdita del lutto, elaborare la perdita di una relazione importante vuol dire: accettare la fine della relazione, poi assumersi la propria parte di responsabilità, in fine ritrovare il proprio centro, il contatto profondo con se stessi, riscoprire se stessi, operando una trasformazione completa, occasione anche di crescita e di rinnovamento.

Al termine di questo processo, attraversando momenti difficili, ripensamenti e passaggi ognuno può ritrovarsi, mantenere il ricordo dei momenti piacevoli trascorsi con l’altro/a e accogliere che quella storia è stato un passaggio importante della propria vita.

Articolo a cura della
Dr.ssa Dott.ssa Francesca Zoppi
Psicologa Psicoterapeuta a Roma e Nettuno

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