Crisi di coppia

Simona e Paolo, i nomi sono di fantasia, chiedono aiuto per una forte crisi di coppia che si protrae da alcuni mesi.
È Simona a chiamarmi e a fissare il primo appuntamento.

Il primo colloquio

Simona è una signora di 45 anni circa, curata nell’aspetto, frizzante nei modi; Paolo è un uomo di 45 anni, di corporatura robusta, cupo in volto, taciturno.

Inizia subito a parlare Simona. Si presenta, presenta la loro coppia e il motivo per cui hanno chiesto aiuto.

Lei è una donna molto attiva; è segretaria in una società di franchising e tiene molto al suo benessere fisico e psichico; fa sport, le piace il cinema e il teatro e ha molte amiche.

Paolo e Simona si conoscono dai tempi della scuola. Il loro amore sboccia qualche tempo dopo la maturità.

La loro relazione è da subito intensa e, inaspettatamente, Simona scopre di essere incinta al compimento dei suoi 21 anni.

Decidono di portare avanti la gravidanza. Nasce quindi il loro primo ed unico figlio, Luca.

Da quel momento le loro vite cambiano bruscamente.

Paolo continua i suoi studi all’università di giurisprudenza, mentre Simona lascia i suoi studi e trova, subito dopo la gravidanza, un lavoro da commessa.

Vivranno per alcuni anni in casa dei genitori di Simona e solo, quando Paolo inizierà a lavorare nello studio paterno, andranno a vivere per loro conto.

Nella loro unione ci sono stati momenti intensi e solari e momenti assai critici.

Il motivo della crisi attuale è legato alla decisione del figlio di andare a vivere con la sua ragazza.

Questo annuncio ha scatenato nella coppia malessere e litigi.

Luca è un ragazzo di 24 anni, pieno di vita e solare; si sta per laureare.

Simona non vuole che Luca vada via prima che abbia trovato un lavoro; sente tutto questo prematuro.

Paolo interviene poco nel racconto di Simona, ma quando Simona inizia a parlare di Luca, si inserisce con decisione.

Secondo Paolo è importante che Luca si distacchi, che vada per la sua strada. Lo vede in armonia con la ragazza che ha scelto; ha fiducia in lui e sicuramente troverà la sua strada.

Da alcuni mesi la coppia litiga intorno al futuro del figlio.

Hanno trascorso le vacanze separatamente e passano poco tempo insieme; in quel poco tempo non fanno altro che litigare.

Simona rinfaccia al marito di aver rinunciato ai suoi studi e di aver fatto un umile lavoro per molti anni.

E soprattutto non sopporta ora la monotonia del loro stare insieme. Spesso trascorrono i fine settimana in casa senza saper che fare.

Svelano, da subito, due caratteri assai diversi, a Simona piace viaggiare, vedere gente e divertirsi, Paolo non vede l’ora di riposarsi, leggendo o vedendo la televisione.

Sono entrambi preoccupati perché i loro litigi stanno diventando sempre più gravi e violenti.

Nell’ultimo litigio, avvenuto qualche giorno prima, quello che li ha spinti a chiedere aiuto, sono volati insulti, piatti e schiaffi. Prima di allora, nella loro unione non c’erano stati mai episodi così forti.

Entrambi comprendono che è necessario farsi aiutare.

La crisi di coppia

Già dalla prima seduta emerge come, durante la loro storia, le crisi si siano presentate più volte, soprattutto nei momenti di passaggio: alla nascita del figlio; quando lasciarono la casa dei genitori di Simona e andarono a vivere per loro conto; quando Simona cambiò lavoro; quando Luca passò dalla scuola elementare alla media, e così via.

Le crisi si sono presentate in situazioni diverse e in momenti della vita diversi, ma sia Simona che Paolo lamentano lo stesso malessere e le stesse difficoltà di comunicazione da molti anni.

Simona sente di dare molto alla famiglia, talmente tanto che spesso si percepisce svuotata e stanca. Non si sente né sostenuta e né tantomeno riconosciuta dal marito per tutto ciò che fa per lui e per il loro figlio.

Si sente spesso trascurata e sola.

Percepisce Paolo preoccupato e lontano, chiuso spesso in sé stesso.

Paolo si sente escluso dal nucleo famigliare e svalorizzato in ciò che dice e in ciò che fa. Qualsiasi cosa che prova a fare, che esprime o che consiglia è sempre considerato superficiale e lontano.

Sente molta stanchezza dentro di sé.

Appare il desiderio di entrambi di stare meglio sia con sé stessi che in coppia anche se il conflitto che emerge è intenso.

L’intesa sessuale tra  Paolo e Simona è sempre stata buona.

Propongo loro una terapia di coppia

Nell’Istituto Reich proponiamo nella prima fase di accoglienza   sedute di 1 ora ogni settimana per poi passare, nella fase del trattamento, a sedute di 1 ora e mezza ogni due settimane.

Le sedute saranno condotte da me e dal Dottor Fabio Carbonari, Direttore dell’Istituto.

Nella fase di accoglienza proponiamo, a seconda della situazione, dalle 4 alle 8 sedute.

La durata della fase del trattamento è molto variabile e viene definito e proposto nella prima fase dell’accoglienza.

Importante è anche la fase della separazione e conclusione del trattamento, nella quale vengono proposte 2 o 3 sedute mensili più una seduta dopo 2 o 3 mesi di follow-up conclusiva.

Fase di accoglienza

Inizia la fase di accoglienza.

Ogni volta che prende la parola Paolo, Simona tende a interromperlo. Paolo si blocca, entra in tensione, risponde e in poco tempo inizia un forte litigio nel quale entrambi iniziano a rinfacciarsi più passaggi della loro esistenza.

Mentre litigano in seduta, dimenticano la nostra presenza e alzano velocemente i toni della voce.

Ogni volta li riconduciamo al contatto con sé stessi, attraverso il sentire le loro sensazioni corporee, le loro emozioni, i loro pensieri e, quando è possibile, proponiamo una piccola esperienza di contato con sé stessi attraverso la percezione del proprio respiro.

Nelle prime sedute Simona svela molto rancore nei confronti di Paolo. In molti passaggi della sua vita non si è sentita sostenuta né tantomeno protetta. Sente Paolo lontano affettivamente, preso solo dal suo lavoro, dal suo mondo professionale che Simona percepisce distaccato ed ipocrita. Ma Simona lamenta soprattutto la poca partecipazione del marito alla vita di coppia e familiare.

Simona è stanca di pensare lei a tutto, al figlio prima di ogni altra cosa, alle relazioni con le rispettive famiglie d’origine, alle relazioni amicali, alla casa, al tempo libero all’organizzazione dei viaggi e altro ancora.

Ora sente che Luca sta facendo un grosso errore. La ragazza è impiegata nell’azienda di famiglia, desidera sposarsi e avere dei figli. Luca ha avuto una buona carriera universitaria si laureerà a pieni voti, è molto giovane e lei ha intenzione di sostenerlo per far sì che il ragazzo continui i suoi studi all’estero con un master o altro ancora.

Se non viene interrotto, Paolo è molto pacato nei modi, parla a voce bassa.

Paolo non si percepisce lontano dalla famiglia. Il frutto del suo lavoro e della sua professione lo ha ricondotto sempre e solo alla famiglia. Se si sono potuti permettere viaggi, una bella casa e altro ancora è stato essenzialmente per il suo lavoro.

Sente di avere poco tempo da dedicare a sé stesso e ai suoi cari.

Nel poco tempo che ha per prima cosa è necessario per lui recuperare le energie nel riposarsi.  Sente il desiderio di stare a casa proprio perché gli piace la sua famiglia, ama sua moglie e suo figlio. Non comprende questa crisi, non comprende le preoccupazioni di Simona rispetto a Luca.

Ricorda la sua storia e la storia della loro coppia. Secondo Paolo non è stata la nascita di Luca e la sua professione a causare difficoltà nella vita coniugale, ma è stata la convivenza nella casa della famiglia di origine di Simona, avvenuta per alcuni anni, a portare strascichi e ripercussioni, che durano ancora oggi, sia nella relazione coniugale, sia nella relazione con suo figlio. Si è sentito da sempre giudicato come freddo e scostante dai genitori e dai fratelli di Simona, mai apprezzato per il suo talento e capacità, disprezzato spesso anche come padre.

È proprio questa continua svalutazione e questo legame così forte che Simona ha con la famiglia d’origine, soprattutto con la madre, che le causa un forte rancore nei confronti di sua moglie, ha la sensazione che qualsiasi cosa possa fare di buono non è mai abbastanza per lei. Il suo amore non viene mai visto e considerato.

È contento per la laurea del figlio che si approssima. È soddisfatto dei suoi studi e della buona relazione affettiva che ha costruito con la ragazza. Paolo è anche contento che la giovane coppia andrà presto a convivere, in questo modo, Luca e Angela potranno sperimentare la loro unione prima di sposarsi.

Con il proseguire delle sedute emerge, da parte di Paolo, una fiducia e un rispetto profondo del figlio, ma emerge anche la coscienza che il figlio deve incontrare la vita e le difficoltà, altrimenti non completerà mai il suo sviluppo. Lo vede, per alcuni aspetti, troppo legato alla madre: non sa come cucinarsi una fettina, un piatto di pasta oppure come si programma una lavatrice e non ha coscienza del valore dei soldi; è uno “spendaccione”.

Fase del trattamento

Nel proseguo delle sedute sia Paolo che Simona iniziano ad entrare più profondamente nelle loro storie personali.

Simona sente di far bene il suo lavoro; le piace perché è un lavoro molto dinamico e spesso le affidano molte responsabilità, cosa di cui è molto gratificata.

Rimpiange il fatto di non essersi laureata. Inizia a sentirsi responsabile di questa scelta perché di fatto Paolo non glielo ha mai impedito. Ora vede colleghe più giovani di lei che fanno da subito carriera per il loro curriculum, mentre lei rimane sempre indietro. Questo sentirsi indietro, incompleta, rispetto agli altri, lo percepisce come un blocco dentro di sé. È molto dispiaciuta di questo e si sente legata in una posizione scomoda.

È ultima figlia dopo due fratelli più grandi rispettivamente di 4 e 7 anni.

In quanto più piccola e femmina è stata sempre molto coccolata.

Il padre svolgeva il suo lavoro come operaio e per cause di servizio è andato in pensione presto. La madre è una casalinga e si è sempre dedicata alla famiglia.

Ha una relazione fitta e ancora intensa sia con la madre che con il padre. Li sente in continuazione e spesso li va anche a trovare.

È consapevole del grande aiuto che le hanno dato nel crescere Luca.

È anche consapevole però che è sempre stata frenata profondamente dalle loro paure.

Si sente spesso vulnerabile, fragile, dipendente sempre da qualcuno e molto insicura in tutto, anche se superficialmente sembra una donna frizzante e piena di vita.

Nel passare del tempo comprende come questa relazione così intensa con la famiglia d’origine le abbia causato anche un freno nella relazione di coppia. Non accetta i limiti e le diversità del marito.

Paolo è un uomo semplice; anche lui, come Luca, figlio unico. Ha avuto una madre e un padre che lo hanno sempre seguito in ogni fase della sua vita, ma sempre molto coinvolti nelle loro attività professionali.

Il padre è un avvocato molto conosciuto e stimato, con uno studio prestigioso in città. Autoritario e scostante ha sempre creato in lui una ricerca e un’attesa di essere riconosciuto.

La madre, dirigente d’azienda, apparentemente accogliente e disponibile alle richieste del figlio, ma affettivamente “distaccata”, spesso   sfuggente e sempre impegnata nel suo lavoro.

È stato affidato sin da piccolo a babysitter, scelte dai genitori con cura. Di queste però se ne sono succedute molte. Ne ricorda una in particolare, Filomena, che lo ha accudito nei primi tre anni della sua vita.

Con il passare del tempo prende coscienza che ha teso a riproporre, nella sua famiglia attuale, la stessa relazione che suo padre aveva con sua madre. Sempre presente telefonicamente ma poco personalmente.

Ha però provato a cambiare qualcosa soprattutto nella relazione con suo figlio.

Ha provato ad essere un padre comprensivo con Luca e mai pretenzioso. Ha sempre riconosciuto le sue capacità e le sue risorse.

Percepisce che Il distacco che Simona sente non corrisponde ai suoi sentimenti.

Se Luca, o Simona, devono fare una visita medica, oppure se Luca deve sostenere un esame, Paolo ha sempre una tensione e un’emozione forte, soprattutto perché non può essere presente in quel momento.  Ha sempre chiamato per sapere come erano andate le cose e si è sempre mostrato partecipe.

La sua poca presenza nella vita coniugale e nella vita familiare ha causato in lui forti sensi di colpa, tanto da portarlo a non esprimere i suoi sentimenti.

Sente dentro di sé un forte conflitto tra vita professionale e vita familiare.

Nella vita professionale è sempre presente, ha difficoltà ad affidarsi ai suoi collaboratori, ha difficoltà a delegare ad altri e non è mai pienamente soddisfatto dei risultati raggiunti. Dall’altra parte, in famiglia, sente che Simona è una madre affidabile e affettuosa ed ha fatto un buon lavoro con Luca. Ogni volta che si assenta in un momento importante della vita familiare sente forte il conflitto dentro di sé, ma poi si arrende al senso del dovere, non riesce a trascurare il lavoro. Sente che non riesce a prendersi i momenti di piacere che la vita gli offre. Quando ritorna in famiglia si sente escluso, percepisce un senso di allontanamento da parte della moglie e del figlio.

Paolo, proseguendo il lavoro terapeutico, comprende come la sua poca presenza in famiglia abbia causato nel figlio una dipendenza dalla figura materna. Di questo si sente responsabile e dispiaciuto.

Paolo e Simona iniziano a mostrare le proprie difficoltà, la propria tenerezza e fragilità a sé stessi e all’altro. In seduta si sentono protetti e si liberano di molti pensieri, sensazioni ed emozioni che li bloccavano da molto tempo nella comunicazione. Iniziano a conoscersi più in profondità e questo li fa sentire più liberi di esprimersi e più autentici. Migliora lentamente la qualità della loro relazione e possono comunicare in modo nuovo sia sulle piccole cose che sulla loro intimità.

In questo periodo proponiamo delle attivazioni corporee che consistono nella ricerca della propria centratura attraverso il respiro e la capacità di fidarsi delle proprie gambe e attivazioni di coppia in cui alternativamente ciascuno dei due chiede all’ altro un contatto gentile e presente in quella parte del corpo in cui desidera un sostegno.

Sul tema scottante del futuro di Luca ancora non riescono ad interagire, ma iniziano a trasformare e a modificare qualcosa nel loro modo di essere in famiglia.

Paolo è il primo a fare delle trasformazioni, riesce a delegare parte del suo lavoro ad un suo collaboratore e, conseguentemente, è più presente in famiglia.

Con Simona è più propositivo, trascorreranno dei weekend piacevoli insieme.

Simona inizia a coinvolgere Paolo nella vita familiare.

Decide di riscriversi poi all’Università oramai gli esami effettuati tanti anni fa non le saranno più riconosciuti, ma vuole provare a rimettersi in gioco ed è contenta di questa decisione.

La coppia riesce ora a comunicare in modo nuovo.

Iniziano quindi a relazionarsi anche sul futuro di Luca. Simona si rende conto che se Luca è sicuro delle sue decisioni niente lo potrà fermare; è giusto che si sperimenti nella vita di coppia. Rimane perplessa e dispiaciuta della scelta di Luca, ma sente anche che il ragazzo deve crescere. Gli studi li continuerà solo se vorrà e se sarà convinto.

Paolo ricorda quante resistenze ha percepito in sua madre quando le comunicò dell’attesa di Luca. Anche sua madre desiderava che lui continuasse i suoi studi all’estero. Probabilmente nel ripetersi della storia ha rivissuto il suo dolore nel sentire quanto sua madre e suo padre sono rimasti lontani dalla sua famiglia attuale, dalla vita del nipote e dalla sua.

Simona attraversa la paura che la scelta del figlio lo porti troppo lontano da sé. Ora sente che queste sensazioni ed emozioni così forti le può attraversare, perché si percepisce non più isolata. Inizia a sentire Paolo sempre più vicino e solidale a lei.

La coppia diventa più partecipe, insieme al figlio organizzano una bella festa di laurea con amici e parenti, mostrandosi orgogliosi della tappa raggiunta dal figlio.

Entrambi si avvicinano di più al ragazzo in merito alla decisione della sua convivenza, in famiglia se ne inizia finalmente a parlare anche con Luca.

Conclusioni

La coppia si appresta a ritrasformarsi nuovamente e a ridefinirsi, accogliendo l’uscita del figlio, attraversando il passaggio da famiglia a coppia.

Una coppia che desidera ricominciare con un senso nuovo di leggerezza sentendo il desiderio del loro stare insieme.

Sia Simona che Paolo si sentono soddisfatti del loro percorso.

Si stabiliscono gli appuntamenti dell’ultima fase separativa del trattamento.

 


Articolo a cura della
Dr.ssa Dott.ssa Francesca Zoppi
Psicologa Psicoterapeuta a Roma e Nettuno

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